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La via della Seta a Bologna

Vi propongo un modo originale di visitare una parte del centro di Bologna seguendo due parole chiave nella storia della nostra città: Acqua e Seta.

La città non è attraversata da un fiume e, quando nel Medioevo fu necessario sostituire la forza dell'uomo con la forza meccanica, il senato bolognese decise di deviare una parte del fiume Reno e del fiume Savena all'interno delle mura. Questo permise il fiorire di mulini ad acqua per la molitura del grano e per altre attività artigianali come tintorie e concerie.

In questo contesto cittadino già ricco e "industriale", la storia di Bologna si incrocia con quella di Lucca, città toscana con cui intratteneva ottimi rapporti e intensi commerci. Nel 1314 Lucca divenne teatro di feroci scontri fra Ghibellini e Guelfi. Questi ultimi, sconfitti, decisero in parte di rifugiarsi a Bologna. Erano esperti nella lavorazione della seta e la città fu ben felice di accoglierli e permettere loro di prosperare. Furono sistemati nella zona tra via Rialto e via Castellata.

Qui l'ingegno bolognese si sposò con un grande maestro della lavorazione della seta, Bolognino Borghesano, che diede vita alla famiglia Bolognini. In città si era perfezionata la ruota idraulica con lo sviluppo di piccole ruote a cassetti, adatte a sfruttare anche piccolissime quantità d'acqua (le famose chiaviche) e a consentire produzioni a cascata, sfruttando la lieve pendenza di Bologna.

Altra grande invenzione bolognese fu il filatoio meccanico da seta, primo esempio di quell'industria dell'automazione che ha reso famosa Bologna nel mondo. Il filatoio meccanico automatizzò i vari stadi della filatura, permettendo a Bolognino e alla sua famiglia di aprire il primo mulino da seta meccanico del mondo a Bologna, nel 1341 in via Castellata. La fabbrica della seta era anche l'abitazione della famiglia che, tutta insieme, partecipava alle varie fasi della lavorazione e al mantenimento delle macchine.

Da questo momento la seta diventa la principale ricchezza di Bologna. Furono aperti così tanti mulini che la città divenne famosa in tutta Europa per la filatura dei "Zenzadi", veli di seta finissimi e sottilissimi. La seta trasformò l'economia del territorio. Nelle campagne i contadini incrementavano i loro guadagni allevando i bachi, che venivano poi venduti sotto il portico del Pavaglione (il cui nome dovrebbe derivare proprio da papilio, la farfalla del baco da seta). I bachi passavano ai mulini per diventare matasse di preziosa seta, tessuta nelle case in appositi telai.

La necessità di raggiungere nuovi mercati fece creare a Bologna un vero porto fluviale alla confluenza del canale del Reno e del Savena: il Cavaticcio. Da qui fu aperto il canale Navile che portava le merci a Ferrara e, da lì, al Po e al mare, dove i prodotti venivano imbarcati per Venezia, vera potenza marittima dell'epoca. Da qui le sete bolognesi arrivavano in tutto il Mediterraneo (Costantinopoli, Baghdad, Il Cairo) e a nord fino alla Russia e all'Inghilterra.

In questo meraviglioso periodo di arricchimento economico, tecnologico e culturale, la famiglia Bolognini prosperò. Bolognino, ormai ricco mercante e imprenditore, si trasferì da via Castellata nel pieno centro di Bologna. Qui acquistò una casa con torre (l'ex torre Alberici) in via Santo Stefano. Oggi, alla sua base, un noto ristorante ha preso il posto del negozio che la famiglia Bolognini aprì per la vendita al dettaglio dei manufatti in seta. Come riconoscimento dell'apporto dato alla prosperità della città, Bolognino fu sepolto nel luogo più sacro di Bologna: il complesso delle Sette Chiese di Santo Stefano.

Questo grande cittadino mantenne sempre il ricordo delle sue origini lucchesi, che rimasero come tratto caratteristico della famiglia. Un esempio è l'amore per le teste beneauguranti da inserire nei palazzi, come si vede chiaramente nel loro Palazzo Bolognini-Amorini-Salina che si affaccia su Piazza Santo Stefano, e nell'altro edificio di fronte, il Palazzo Bolognini-Isolani. Altro ricordo delle loro origini lucchesi è la devozione per i Re Magi, ben visibile nella magnifica cappella di famiglia presente all'interno della Basilica di San Petronio.